l'Ausl locale ha deciso che il medico di guardia a Bologna dal 1° settembre deve timbrare il cartellino per la sua attività di notte e nei festivi. I 104 medici di continuità assistenziale bolognesi, in grande
maggioranza hanno deciso di non timbrare. L'Ausl ora non escluderebbe il ricorso a procedimenti disciplinari. «Ci hanno
avvertiti con due mail -racconta il segretario organizzativo Fimmg Continuità assistenziale Silvia Belardi- e poi, malgrado il no del sindacato maggioritario (Fimmg), hanno deciso. Ma noi siamo convenzionati e non dipendenti: siamo liberi
professionisti, anche se pagati a ore, alcuni aspetti del nostro contratto sono eloquenti, come le ferie non retribuite.

Ed è libero professionale il contenuto del nostro lavoro, che si svolge in gran parte sul territorio, a domicilio dei pazienti, anche se svolgiamo tantissime attività fra cui quella ambulatoriale. Non si ravvede proprio l'utilità di tale misura».

I Presidente dell'Ordine felsineo Giancarlo Pizza ai media dichiara:  "I medici di continuità assistenziale sono convenzionati ma nell'orario di lavoro al quale sono tenuti è presente un vincolo di parasubordinazione che dà validità giuridica alla richiesta Asl".  In realtà i medici di guardia passano la notte più nelle case dei pazienti che in ambulatorio. «È vero, ma partono dall'ambulatorio; è nelle sedi che andrebbe timbrato il cartellino all'inizio e alla fine del turno. Anche a tutela dello stesso medico, per il quale nell'arco dell'orario espletato valgono le assicurazioni sugli infortuni in itinere. Peraltro, più l'Ausl pone vincoli più si espone in prospettiva a giuste rivendicazioni dei medici, relative alle tutele dovute ai subordinati. La subordinazione -dice Pizza - non necessariamente è un vulnus sindacale; e difatti tra i convenzionati c'è dibattito sul passaggio futuro a una dipendenza che darebbe diritto alle ferie pagate e a tutele assicurative più complete».

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