Da scienza e vita
“Tre sono gli elementi di principale criticità nel testo in discussione:
la perdita del senso stesso della nozione di deontologia;
lo svuotamento della relazione medico-paziente;
la riduzione di un testo vitale a mero mansionario” commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello Presidente e Copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita.

La nuova formulazione prevede che il camice bianco è tenuto a seguire "le linee guida diagnostico-terapeutiche prodotte e accreditate da fonti autorevoli e indipendenti". Non c'è però una chiara indicazione sulle fonti riconosciute. E se non lo fa deve motivare le sue scelte. Un passaggio, questo, che preoccupa i camici bianchi, che temono una sorta di apertura a possibili sanzioni a danno di chi propone cure innovative e una limitazione della propria autonomia. Senza contare la possibile emanazione di linee guida anche da parte delle stesse direzioni aziendali che potrebbero essere più centrate su aspetti economico-gestionali. Ed è divertente come anche i giudici la pensino allo stesso modo, ovvero le linee guida non sono un faro e non servono a difendere il medico che risulta avere errato.


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Nell'applicazione dell'art. 3 del decreto legge n. 128/2012, con riferimento alle linee guida, la Suprema Corte ha osservato che è necessario valutare le caratteristiche del soggetto o della comunità che le ha prodotte, la sua veste istituzionale, il grado di indipendenza da interessi economici condizionanti. Rilevano inoltre il metodo dal quale la guida è scaturita, nonché l'ampiezza e la qualità del consenso che si è formato attorno alla direttiva. Ciò in quanto le linee guida...


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Preoccupante è persino la scomparsa di alcune parole chiave come libertà, indipendenza e dignità. Elementi fondamentali della professione, qualsiasi essa sia, soprattutto quella medica.
Il sito www.radicali.it riporta le dichiarazioni dei medici Renzo Puccetti e Stefano Alice, secondo cui, nel nuovo Codice, laddove il trattamento richiesto abbia validità scientifica, il medico non potrebbe più rifiutarsi sulla base del solo convincimento di coscienza.

«La medicina sta cambiando e si rivolge anche ai sani, ecco perché nella bozza del nuovo codice si propone il termine persona assistita al posto di paziente». Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici Amedeo Bianco torna sulla bozza di codice deontologico oggetto di polemiche.

Per il leader ordinistico milanese Roberto Carlo
Rossi abolire la parola paziente è un lifting inutile poiché il rapporto di cura nasce sempre sbilanciato, e il medico può dimostrarsi al fianco del malato con le sue azioni.

Per l'ematologo Franco Mandelli l'uso della parola "assistito" è fuorviante: pare vi sia bisogno di un medico ma non della sua assistenza, il medico perde centralità nella cura?

"Con la nuova terminologia – che abbraccia oltre alla cura gli aspetti dell'assistenza, dando senso a tutte le azioni rivolte a dare salute, e dell'empatia - abbiamo inteso qualificare in modo polivalente la moderna relazione di cura che non è più solo tra un medico e un malato e non ha più solo per argomento la malattia, ma si estende alla relazione tra medicina e domanda di salute moderne. Oggi la medicina si rivolge anche ai sani. I medici di famiglia sanno bene queste cose poiché hanno a che fare con prevenzione, medicina predittiva ed educazione a corretti stili di vita, aspetti contemporanei di una medicina che si indirizza pure a persone "sane": dovremmo chiamarle clienti? Utenti? Se esiste un termine che li affianchi ai malati come titolari di un diritto alla salute, potrebbe ben essere persona assistita».

Il punto cardine forse è proprio quest'ultimo, il rapporto con il mercato. Paolo Barnard ex giornalista di Report sostiene come  nel trattato di Lisbona i diritti dei pazienti sono inquadrati nel capitolo sul mercato interno e non in quello della sanità.....MINUTO 33



Quindi meglio assistito di cliente....?

Assistito ovviamente sposta l'attenzione sul processo che assiste. E se non tutti i pazienti potessero essere assistiti, come accade in America?

Di seguito il documento di critica di scienza e vita