Per quanto riguarda il servizio di accoglienza diretta al pubblico, finora erogato nella sede di Piazza della Repubblica 68, ora si svolge al Pianterreno della nuova sede di Piazza Vittorio, con i consueti orari: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, ed il venerdì dalle 9 alle 13. Per raggiungere Piazza Vittorio, dalla Stazione Termini basta una fermata della metropolitana (linea A: Stazione Vittorio Emanuele) oppure servono due fermate delle linee tranviarie di superficie 5 e 14.

QUOTA A

La "Quota A" dell'Enpam è la pensione derivante dal contributo minimo obbligatorio che i medici e gli odontoiatri debbono pagare fino al raggiungimento del 65° anno di età.

La riforma dei regolamenti di quest'anno ha allungato il limite di età per il pensionamento tradizionale (quest'anno è di 65 anni e mezzo, il prossimo di 66, e così via fino a raggiungere i 68 anni di età a regime nel 2018), ma ha anche introdotto la pensione totalmente contributiva.



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Recita infatti l'art. 18, comma 1 bis dell'attuale Regolamento, che la pensione di vecchiaia può essere altresì richiesta dall'iscritto, in possesso di 20 anni di anzianità contributiva, al compimento del 65° anno di età, previa opzione, in relazione all'intera anzianità contributiva maturata, per il sistema di calcolo contributivo. Una successiva delibera ha stabilito che la relativa opzione deve essere effettuata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell'anno precedente al...


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Per i medici Junior nel cuore: nell'Area Riservata del sito è possibile per ogni medico calcolare la doppia ipotesi di pensione e farsi i propri calcoli. La consultazione è estremamente semplice e intuitiva: una volta entrati nell'area, dal menu "Servizi per gli iscritti", si può cliccare sull'ipotesi prescelta, ottenendo in pochi secondi un confronto fra i due trattamenti. In generale, se si guarda solo l'importo della pensione, il trattamento di vecchiaia tradizionale è preferibile,...


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ell’Enpam è la pensione derivante dal contributo minimo obbligatorio che medici e odontoiatri sono tenuti a pagare fino al raggiungimento del 65° anno di età. La riforma dei regolamenti, entrata in vigore il 1° gennaio di quest’anno, da un lato ha allungato il limite di età per il pensionamento tradizionale (quest’anno è di 65 anni e mezzo, il prossimo di 66, e così via fino a raggiungere i 68 anni di età a regime nel 2018), dall’altro ha introdotto la pensione totalmente contributiva. Recita infatti l’art. 18, comma 1 bis dell’attuale Regolamento, che la pensione di vecchiaia può essere altresì richiesta dall’iscritto, in possesso di 20 anni di anzianità contributiva, al compimento del 65° anno di età, previa opzione, in relazione all’intera anzianità contributiva maturata, per il sistema di calcolo contributivo.

Una successiva delibera ha stabilito che la relativa opzione deve essere effettuata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre dell’anno precedente al compimento del 65° anno di età, utilizzando il modulo messo a disposizione dalla Fondazione. La domanda che quasi tutti i medici 64enni (ed anche una parte dei 65enni, visto che la domanda di anticipo, solo per loro in via eccezionale può essere presentata entro il 2013) si stanno ponendo è: che cosa mi conviene fare? A questo proposito, c’è da segnalare che nell’Area Riservata del sito è possibile per ogni medico calcolare la doppia ipotesi di pensione e farsi i propri calcoli. La consultazione è estremamente semplice e intuitiva: una volta entrati nell’area, dal menu “Servizi per gli iscritti”, si può cliccare sull’ipotesi prescelta, ottenendo in pochi secondi un confronto fra i due trattamenti. In generale, se si guarda solo l’importo della pensione, il trattamento di vecchiaia tradizionale è preferibile, perché risulta maggiore di almeno il 30% rispetto a quello anticipato.

Nel conteggio però occorre far rientrare anche i mesi di contributi non pagati dopo il 65° anno (oltre 120 euro al mese, anche se fiscalmente deducibili), nonché le mensilità di pensione aggiuntive, che altrimenti vanno perse. Se si aggiunge che anche in caso di riscatti di allineamento e ricongiunzioni, gli uffici, in caso di prestazioni anticipate, garantiscono gli aumenti in precedenza quantificati, si comprende che quasi sempre la bilancia pende sul versante della pensione contributiva.  In ogni caso, si parla sempre di importi piuttosto irrisori, per cui un eventuale errore di valutazione non avrà certo conseguenze irreparabili.